IL LIBRO SUL COMODINO: FAVOLA D’AMORE

Questa è una favola d’amore scritta con la poesia del cuore.

Hermann Hesse la dedica a Ruth Wenger, il suo amore che move il sole e l’altre stelle, la cantante lirica che gli fece riscoprire l’amore diventando poi la sua seconda moglie.

Il manoscritto reca il nome “Le trasformazioni di Pictor” e proprio come un pittore l’autore lo impreziosisce con meravigliose illustrazioni che si fondono con le parole del testo. Sono i vivaci colori ad accendere il paradiso nel quale il protagonista – Pictor – ricerca la felicità pieno di struggimento e gioia antica. È affascinato da ciò che davanti ai suoi occhi muta continuamente forma – fiori, farfalle, uccelli – desiderando anch’egli di poter cambiare; quando gliene viene data la possibilità, la sua scelta cade sull’essere un albero perché – come è lui stesso a pensare – essi sono così pieni di pace, di forza e di dignità.
Quando però inizierà a guardare il mondo con i suoi nuovi occhi qualcosa in lui cambia. Pictor è felice ma incompleto e a differenza di tutto quello che lo circonda non è mutevole. L’arrivo di una giovane fanciulla dai capelli biondi lo getta nello sconforto di chi non può più cambiare la sua natura e sente che quell’angelo biondo non potrà esser suo…

Hesse scrive: “Vorrei con gioia far vedere sempre la beata varietà del mondo e anche sempre ricordare che al fondo di questa varietà vi è un’unità“.
Questa storia celebra la dualità:
degli opposti che si attraggono,
dei diversi che si completano,
dei simili che si pigliano…
… perché in ogni unione c’è un porto sicuro, una zona comune in cui fondersi, ma anche una zona cieca che si scopre insieme, che richiede compromessi e sacrifici, che ci chiede di rinunciare a qualcosa per amore dell’altro ma di non desiderare essere altro di ciò che si è.

Se tutto questo vi ricorda una canzone non sbagliate: ascoltate “Favola” di Eros Ramazzotti…

 

 

Durata della lettura: tutto d’un fiato

Favola d'amore

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