IL LIBRO SUL COMODINO: ALTA FEDELTÀ

Vi sfido a fare una lista delle vostre cinque canzoni preferite. Quelle che vi rappresentano o che senza ombra di dubbio racchiudono il vostro concetto di buona musica. Ieri ci ho provato per qualche ora e con il passare del tempo avevo già rifatto la lista tre volte.
La risposta quindi è no, una lista che si possa dire definitiva non ce l’ho ancora.

In questo Rob Fleming ha del talento: Rob stila di continuo Top Five, cioè per ogni momento della vita in cui ha bisogno di capire dove si trova – o anche no – fa una lista di cinque punti, di ex ragazze, di film, di “canzoni da mettere al suo funerale”, di libri, di “lavori da sogno”, di ipotetiche risposte puntualmente non date a reali conversazioni.  

È la Londra degli anni novanta a fare da sfondo al romanzo di Nick Hornby, “Alta Fedeltà”. Sono anni in cui le ragazze si corteggiano a suon di musicassette, dove l’ordine delle canzoni scelte non è casuale ma frutto di una attenta ed elaborata dichiarazione d’amore e dove fare il deejay è la realizzazione di un sogno adolescenziale. È qui che abitano il trentacinquenne Rob, gli strampalati Dick e Barry amici e dipendenti del/dal negozio di dischi il Championship Vynil, Marie la bella cantautrice statunitense e Laura. Rob è, era, sarà fidanzato con Laura. E Laura è una tosta, che davanti all’immaturità e alle paure di Rob “ha cercato di resistere perché nella vita non aveva mai tenuto duro in niente”. Mi piace Laura, mi piacciono le sue battaglie perché in questa storia che vede protagonista un Peter Pan degli anni novanta (ma adattabile a qualsiasi tempo) riesce a guardare al futuro trovando una meta ad una relazione che nel passato è stata bella ma nel presente non sembra passarsela granché bene. Laura cerca di provare contemporaneamente nostalgia e speranza, come accade con la musica per dirla alla Nick Hornby.

 

Durata della lettura: un lato A e un lato B della cassetta del vostro tempo

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Photography: Sara Cartelli.
© Immagini The Eat Culture.

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