IL LIBRO SUL COMODINO: HUNGER GAMES

Panem è una nazione sorta dopo il crollo degli Stati Uniti d’America. Dodici sono i distretti che la costituiscono e ruotano intorno a Capitol City, centro del potere. Ventiquattro sono i giovani “tributi”, un ragazzo e una ragazza sorteggiati in ciascun distretto, ogni anno costretti ad affrontarsi l’un l’altro in un’arena finché non resta un solo sopravvissuto. “Che gli Hunger Games abbiano inizio!”.

“I giochi della fame” – letteralmente – sono un reality show nel quale la violenza intrattiene un pubblico annoiato nella sua agiata quotidianità, che si esalta davanti alla violenza che deve condurre alla morte ma che ricorda, neanche tanto velatamente, che il potere è detenuto da Capitol City nella persona del dispotico Presidente Snow. Il massacro delle giovani vite è reso sfavillante dallo spettacolo organizzato per ricordare ai distretti che Panem non dimentica la loro rivolta; da sponsor che prendono a cuore i ragazzi più meritevoli, facendo loro dei doni, dove però il merito sembra essere proporzionale alle aspettative di spietatezza che riserveranno loro durante i giochi. Violenza e dolore come intrattenimento. Nulla di nuovo se si pensa ai gladiatori dell’antica Roma. Arriva il giorno della “mietitura” e la sedicenne Katniss Everdeen, una moderna Teseo, si offre in pasto ad una società-minotauro al posto della sorella minore per il dodicesimo distretto, il più povero fra tutti. È la ragazza di fuoco e di carne – aggiungerei – perché con la sua umanità riuscirà a preservare se stessa in questo gioco al massacro tanto da diventare l’eroina di un popolo, simbolo della speranza di una nuova grande rivolta.

Si può sognare un’immaginaria società del futuro altamente indesiderabile, una “distopia” (per chi ama imparare ogni giorno una parola nuova), dove vivere è spaventoso e insopportabile? Ci è riuscita Suzanne Collins nella sua trilogia di Hunger Games (Hunger Games, La ragazza di fuoco, Il canto della rivolta).
Speriamo che l’idea non venga superata dalla realtà.

 

 

Durata della lettura: full immersione di una settimana per la trilogia

Hunger Games_2

Hunger Games_3

Photography: Sara Cartelli.
© Immagini The Eat Culture.

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