IL LIBRO SUL COMODINO: VIA DALLA PAZZA FOLLA

Questa è la storia di un uomo perseverante, un uomo che conduce una vita tranquilla e abitudinaria nella sua fattoria, in un piccolo paesino del Wessex. Un giorno una giovane donna irrompe nel suo mondo bucolico. Egli spinto da un amore fulmineo la chiederà d’impeto in sposa ma verrà rifiutato. Ecco a voi, Gabriele Oak e Bathsheba Everdene.

L’autore, Thomas Hardy, pretende che gli dedichiate tutta la vostra attenzione. È l’epoca della non riproducibilità delle immagini, quella in cui la notte, il vento e la tempesta vengono descritti con gli occhi di chi vede veramente ogni dettaglio e vuole farvene regalo. Diffidino dunque dalla lettura di questo romanzo quelli del “si legge in maniera scorrevole” perché Hardy ha il desiderio di portarvi nel mondo della fine dell’Ottocento. Il linguaggio, così lontano da quello che siamo soliti usare, ci presenta però una modernissima Bathsheba che si interroga sul matrimonio, sul desiderio di essere moglie, di “essere di qualcuno” e conclude con convinzione che in quell’antica espressione del “prender moglie” si sente stretta. Ma cosa succederà?

Non mancheranno altri pretendenti pronti a contendersi il cuore di Bathsheba come l’elegante Boldwood e il seduttore sergente Troy. Infatti Bathsheba è giovane per la sua indipendenza ma umana nella sua avventatezza e fragilità che la fanno apparire a volte civettuola e capricciosa. Nei romanzi di Hardy i sentimenti sono armi potentissime che fanno soffrire e che possono portare sino alla morte ma noi donne, inguaribili romantiche, abbiamo una speranza: si chiama Gabriele Oak. Uomo giusto, paziente e saldo, come in fondo ci si aspetta da un pastore, che con il suo amore protegge e porta Via dalla pazza folla la sua amata Bathsheba.

 

 

Durata della lettura: ogni sera per due settimane

Via dalla pazza folla_1

Via dalla pazza folla_2

Photography: Sara Cartelli.
© Immagini The Eat Culture.

More from Ramona Lucarelli

IL LIBRO SUL COMODINO: STORIA DI MALALA

Se dico Malala, cosa vi viene in mente? A me viene in...
Eat It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *